Facciamo una nota introduttiva per spiegare il fenomeno Zopa e più in generale il fenomeno del social lending Il credito al consumo ovvero i prestiti personali per piccole somme di denaro anche in italia ha raggiunto livelli elevati.
Ce ne accorgiamo facilmente, la pubblicità prima sporadica ora invade tutti i canali con testimonial anche illustri.
Molte persone accedono a questa forma di credito per i loro piccoli acquisti, computer, auto, mobili, accessori ecc ...
Questa rivoluzione del costume ha aperto la strada ad un altra inaspettata rivoluzione che per noi che ci occupiamo di
guadgnare attraverso il web è decisamente interessante.
Attraverso Zopa gli utenti si scambiano denaro tra loro ovvero chi ha bisogno di denaro non
lo chiede ad una società di intermediazione o ad una banca ma ad altre persone che prestando denaro ne ricavano degli interessi
superiori a quelli bancari. Ricapitolando chi ha bisogno di denaro lo trova ad interesse più basso,
chi lo presta ne riceve un interesse più alto di quello bancario.
Di conseguenza questo può essere visto come un vero e proprio investimento.
Zopa significa Zona di Possibile Accordo, una vera e propria area di scambio di denaro tra domanda e offerta.
Quanto si guadagna?
Si definisce una cifra che si intende prestare, il tasso desiderato e il tempo che il prestito deve durare.
In base a questi valori il rendimento può cambiare ma si assicura che sarà superiore al rendimento bancario.
I valore che indichiamo come tasso desiderato entrano in un gioco di asta tra gli utenti, questo significa che presterà il denaro
la persona che lo offrirà ad un prezzo più basso. Questo garantisce il risparmio per chi prende in prestito.
I dati di investimento sono in ogni caso interessanti indicano il
7.0% (questo il dato registrato
in inghilterra in media al netto delle commissioni e al lordo delle insolvenze
che dati indicati da Zopa sono stati dal 2005 dello 0.2%).
Questa percentuale va incrociata con i dati di rischio in quanto ad ogni persona
che richiede un prestito viene associato un rating o valore di affidabilità. A
bassa affidabilità corrisponde un rischio più alto ma al contempo una
percentuale di guadagno maggiore. Ad alta affidabilità rischio basso e guadagno
minore.
Quali garanzie ci sono?
Le garanzie prese sono quelle delle banche e ogni persona che vuole accedere ad
un prestito viene valutata attravero Equifax che stabilisce una classifica di
affidabilità e solvibilità. Ogni persona che richiede un prestito viene valutata
e come dicevamo riceve un rating A+ è il migliore F il peggiore.
Stabilisci la somma, scegli il tasso e la durata del prestito (da 1 a 3 anni) e la tua offerta è pronta per tutti i mercati Zopa. Se vuoi puoi investire su un singolo mercato (A+, A, B o C) scegliendo il livello di rischio.
Viene prestato denaro solo fino al rating C.
In aggiunta a questo ogni prestito è suddiviso tra più utenti in modo da
limitare il rischio. Questa tecnica è utilizzata in finanza nella gestione dei
fondi.
Analizziamo i tassi previsti di insolvenza nelle varie formule:
Sulla base dei dati forniti dai credit bureau Zopa fornisce i seguenti dati di stima sui
livelli di insolvenza attesi per ogni mercato.
Tali dati vengono
utilizzati per calcolare il rendimento al netto delle insolvenze,
che ti viene indicato nella schermata del prestito.
E'
importante tenere a mente che il livello effettivo di insolvenza a cui puoi
andare incontro può differire dalle previsioni.
MERCATO
PREVISIONE
Mercato A+ 12 mesi
0,60%
Mercato A+ 24 mesi
0,70%
Mercato A+ 36 mesi
0,90%
Mercato A 12 mesi
1,30%
Mercato A 24 mesi
1,50%
Mercato A 36 mesi
1,90%
Mercato B 12 mesi
1,70%
Mercato B 24 mesi
1,90%
Mercato B 36 mesi
2,30%
Mercato C 12 mesi
2,40%
Mercato C 24 mesi
2,70%
Mercato C 36 mesi
3,10%
Se qualcuno scappa con il denaro?
Zopa si impegna attraverso una rete di recupero crediti a rintracciare il denaro
dovunque esso sia finito.
Non crediamo sia così facile a farsi come a dirsi, ciò non toglie che il
servizio si prende a chiare lettere l'impegno.
Costo del servizio Zopa?
Zopa trattiene lo 0.5% della somma transata e vende prodotti assicurativi
addizionali per i capitale che viene prestato.
I numeri per un servizio di questo tipo sono equi.
Chi può prestare in Zopa?
Il Prestatore Zopa deve essere un individuo con più di 18 anni,
possedere un codice fiscale italiano e un conto corrente intestato o cointestato in Italia
Si possono prestare somme a partire da € 100 fino a un massimo di € 50.000.
Quali sono le penali per il Richiedente se ritarda il pagamento delle rate?
Se il Richiedente è in ritardo nel pagamento anche di una sola rata, gli verranno applicate le seguenti penali:
interessi moratori per ritardato pagamento, spettanti ai Prestatori, pari al 12% annuo
(un buon interesse) calcolati sulle rate scadute e non pagate dalla data di scadenza delle rate stesse alla data di effettivo pagamento
penale per oneri di recupero, spettante a Zopa, pari al 12% degli importi delle rate scadute e non pagate maggiorate degli interessi moratori
in caso di necessità di rintraccio 35,00 € forfetari, spettanti a Zopa
in caso venga promossa azione giudiziale: le spese legali e di processo, incluse quelle per gli avvocati, per coprire i costi di processo e/o esecuzione e recuperare i mancati pagamenti. Tali spese vanno rimborsate a Zopa.
I tassi che fissi influenzano non solo il rendimento che otterrai, ma anche la velocità con cui i tuoi soldi vengono effettivamente presi in prestito dai Richiedenti.
Un metodo per decidere i tassi può essere quello di guardare cosa fanno gli altri Prestatori. Puoi trovare questi dati controllando la ZOPA di ogni Mercato. La ZOPA rappresenta l'intervallo dei tassi degli ultimi cinque prestiti erogati in uno specifico Mercato.
Se scegli un tasso all'interno della ZOPA del Mercato, il tuo denaro verrà prestato più velocemente di quanto lo sarebbe se tu richiedessi un tasso più alto. Quando crei una offerta di prestito, puoi vedere le ZOPA di ogni mercato e controllare se la tua offerta è dentro o fuori ZOPA.
Un'altra cosa da tenere in mente è il rendimento che stai cercando di ottenere. Se utilizzi la funzione "Prestito su Misura", nel fissare un tasso dovresti anche considerare il tasso atteso di insolvenza, di cui ti forniamo una previsione su ogni mercato, e le commissioni di Zopa. Il tuo rendimento atteso è il tasso fissato meno il tasso di insolvenza atteso e le commissioni. Se utilizzi la funzione "Prestito Rapido", devi solo inserire il rendimento atteso: i tassi di insolvenza e le commissioni sono automaticamente aggiunte nei tassi offerti ai Richiedenti.
È importante inoltre precisare che il tasso che scegli è un tasso annuale applicato sul capitale effettivamente prestato. Visto che mensilmente ricevi indietro una parte di quanto prestato, dovrai ri-prestare questa parte per ottenere un rendimento annuale pari al tasso scelto. Con la funzione Ri-prestito Automatico le somme ricevute vengono ri-offerte alle stesse condizioni della tua ultima offerta.
In conclusione: sicuramente è un modo nuovo di fare
guadagni con internet senza dimenticare che si tratta di investimento. Il
consiglio è provare per gradi con piccole somme basarsi su profili di rischio A+
e A e non tirare troppo in alto i tassi in quanto altrimenti il denaro resta
fermo e mentre resta fermo non matura alcun interesse.
Le valutazioni su Zopa dello staff di valutazione.
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valutati da una giuria di esperti del guadagno con internet e del telelavoro composta da professionalità ed estrazione sociale
eterogenee in modo da avere punti di vista a volte anche diversi ed in constrasto fra loro.
Le testimonianze su Zopa degli utenti di GuadagnareColWeb.com
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Interessante questo servizio, il fatto che i privati si possano prestare tra loro denaro lo trovo in linea con i tempi e la libertà che deve esserci in un mercato. Approvo l'iniziativa e appena possibile ci investirò
Trollo
L'ho inserito subito nel pacchetto dei metodi con cui ho confezionato il mio guadagno on line. L'offerta è bassa ma sono convinta che nel momento in cui sarà diffuso la cosa diventerà interessante. Non scordiamo il lato sociale della cosa, trovo bello poter prestare denaro da privato a privato
Una raccolta di testimonianze, opinioni e frammenti di discussioni reperiti
dal web proveniente dai siti più interessanti, da blog e forum sul settore.
Spesso le informazioni che ti riguardano sono disperse in 1000 siti, noi navighiamo per te i siti internet e
facciamo questo lavoro di di catalogazione e
riclassificazione per offrire una directory sul guadagno online
più accurata possibile e che metta in luce tutti i possibili aspetti
delle questioni, punti di forza e debolezza per
guadagnare di più ed in tutta sicurezza su Internet. Le citazioni che troverai in questa sezione sono
provenienti da altri siti internet e come tale lo staff non è
responsabile della correttezza dei dati in esse riportati.
DonaldTrump è una donna di 34 anni, di Milano, ed è disposta a prestare 100 euro. 29272564 è invece il nickname di un milanese di 44 anni, che è disposto a prestare 7.500 euro. Sono due dei primi 'zopiani' attivi, selezionati tra gli iscritti alle newsletter di Zopa per l'avvio del servizio di prestito tra privati, il primo di questo genere in Italia, appena attivato. Zopa sta per Zone of Possible Agreement, in italiano Zona di Possibile Accordo. E' nato in Gran Bretagna nella primavera del 2005, per iniziativa di tre manager della banca online Egg. Iniziative analoghe stanno nascendo in Canada e negli Stati Uniti.
In Italia è approdata nel marzo di quest'anno, con un franchising. Adesso ha ottenuto tutte le autorizzazioni ed è cominciata la selezione della Community che già dai prossimi giorni potrà effettuare i prestiti.
"Abbiamo già 3.000 iscritti - spiega l'amministratore delegato di Zopa Italia Spa, Maurizio Sella, lontano parente dell'omonima famiglia proprietaria di Banca Sella, ma non azionista dell'istituto, ha invece avuto esperienze lavorative nel Banco di Santo Spirito e poi in Citigroup - contiamo di arrivare a un'ampia comunità di 170.000 utenti attivi entro il terzo anno, e di raggiungere il break even entro il quarto anno".
Zopa, si legge sul sito della società, che ha sede a Milano, "rappresenta l'ambito di possibilitá nel quale l'accordo tra due parti è effettivamente raggiungibile in una negoziazione. Tale zona è compresa tra il minimo che una persona accetta in cambio di qualcosa ed il massimo che un'altra persona è disposta a dare in cambio".
Il sito mette dunque in contatto chi è disposto a prestare danaro e chi ne ha bisogno e non vuole o non può chiederlo alle banche o ad altri operatori finanziari. Le operazioni avvengono attraverso il conto bancario della società, su Intesa SanPaolo.
"Potremmo dare tante spiegazioni sul perché qualcuno può preferire Zopa a una banca o a una finanziaria - dice Mauro Forconi, Marketplace Manager di Zopa - ma preferisco rispondere citando i nostri primi utenti. In tanti ci hanno detto: "Non ne posso più di dare i miei soldi a istituzioni finanziarie che ne fanno quello che vogliono, magari li danno a quelli che fabbricano le armi. Voglio prestarli a persone come me". Per chi richiede il prestito invece il vantaggio è quello della disintermediazione, che fa comunque risparmiare, tagliando sul tasso di mercato. Fra l'altro, l'effetto-comunità funziona molto bene anche ai fini della restituzione:
in Gran Bretagna il tasso d'insolvelza è dello 0,2 per cento contro una percentuale di mercato del 3,4 per cento".
Il tasso d'interesse viene stabilito di volta in volta in seguito a un accordo tra le parti.
In Gran Bretagna, dove l'iniziativa ha coinvolto finora 175.000 utenti con un volume di prestiti di 16 milioni di sterline (l'equivalente di oltre 22 milioni di euro), i tassi d'interesse sono in media del 45 per cento più alti per i creditori e del 30 per cento più bassi per i debitori. Il prestito massimo richiedibile è di 15.000 euro; il massimo prestabile è di 50.000 euro: "Si tratta di limiti che potrebbero essere superati, una volta che l'esperienza si è ben avviata", dice Sella.
In Gran Bretagna gli iscritti che effettuano operazioni pagano a Zopa una percentuale dello 0,5 per cento sull'ammontare del denaro prestato o preso in prestito. Mentre in Italia è stato stabilito che la percentuale sarà dell'1 per cento per i prestatori, e per chi prende denaro in prestito una cifra variabile a seconda della propria "affidabilità". Infatti gli aspiranti al prestito vengono suddivisi in varie classi, a seconda delle informazioni reperite da Zopa su di loro: più si è affidabili e meno si paga, e dunque la classe A+ paga lo 0,5 per cento, la A l'1 per cento, la B l'1,5 per cento e la C il 2 per cento.
Un meccanismo analogo a quello delle assicurazioni on line, che permette grandi risparmi ai conducenti 'sicuri' ma penalizza le categorie a rischio.
"Anche se non siamo una banca, per la concessione del prestito utilizziamo gli stessi criteri, e se qualcuno dei nostri utenti non rimborsa il danaro, siamo tenuti a comunicarlo - dice Sella - Però la differenza di fondo rispetto all'investimento classico è che io posso controllare in ogni momento dove sono finiti i miei soldi. Franci77 li ha utilizzati per comprare la cucina nuova, Lucio per la moto, e così via.
In fondo è un meccanismo analogo a quello delle società di mutuo soccorso del
1700 e del 1800, però rappresenta anche un'evoluzione del mercato creditizio.
Risponde all'esigenza dell'utente di internet, che desidera saltare gli
intermediari, e fa tutto da solo utilizzando la rete: per esempio non va più
nelle agenzie di viaggio, perché vuole scegliere direttamente e risparmiare". I
primi prestiti devono ancora essere avviati. Zopa Italia Spa è appena partita,
attraverso la spedizione dell'invito ai Prestatori. Successivamente verranno
selezionati i Richiedenti. Ogni prestito viene suddiviso tra più richiedenti,
per distribuire il rischio d'insolvenza. La piattaforma informatica di Zopa
suddivide pertanto le offerte di prestito in tanti piccoli spezzoni, che vanno
ad altrettanti richiedenti.
credo all’inizio sia dura crescere, ma qualcosa mi dice che crescerà col passare dei mesi… non tanto per la fiducia riposta nel servizio (non è sempre facile quando in gioco ci sono dei soldi), quanto piuttosto per la mania degli italiani (vedi ebay) nel mettersi in gioco quando una cosa acquista successo.
Un po, appunto, sulla falsariga di ebay: all’inizio si era titubanti, ora è sulla bocca di tutti.
Certo, tutto sta nel capire se davvero ci sono guadagni. Personalmente, testerò il sistema come prestatore avendo l’invito ad aderire, e mi regolero della situazione, anche perche è ogni mese che si ottengono i guadagni, non ogni anno. Pii, se in tra qualche mese avro bisogno di soldi, mi affidero’ a zopa visto che i tassi di interessi sono interessanti.
Zopa e le reti sociali dei prestiti
redatto
da Emanuele Quintarelli
Accolto con grande clamore in Inghilterra, sta per arrivare anche in Italia il social network che prova a disintermediare la gestione degli scambi finanziari. Ne parliamo con il marketing manager Carlo Vitali e il Community manager Mauro Forconi
.
Potete raccontarci cos'è il social lending e in che cosa consiste l'attività di Zopa?
Carlo Vitali: Il social lending è un nuovo modello di scambio finanziario in cui le persone prestano i propri soldi o richiedono prestiti per le proprie esigenze personali direttamente tra loro, senza intermediazioni e quindi con interessi migliori per tutte le parti coinvolte. Forme simili al social lending sono esistite in passato - ad esempio le società di mutuo soccorso del XIX secolo - ma solo grazie a Internet sta divenendo possibile una diffusione del fenomeno al di fuori di comunità fisiche, geograficamente localizzate.
Zopa svolge fondamentalmente il ruolo di facilitatore: crea e regolamenta il mercato, favorisce l’incontro e la conoscenza tra i membri della comunità, tutela la sicurezza di chi presta i propri denari, prepara il contratto di prestito tra il richiedente e i prestatori senza però determinare i tassi correnti, che dipendono unicamente dall’incontro diretto tra domanda e offerta. Da qui il nome: Zopa sta per ZOna di Possibile Accordo.
Facciamo un esempio pratico: supponiamo che io abbia bisogno di 50.000 euro per una nuova iniziativa.
Come può Zopa aiutarmi nel raccogliere il denaro?
Mauro Forconi: Innanzitutto bisogna dire che 50.000 euro è fuori dal range iniziale. Stiamo fissando il massimo importo finanziabile a 15.000 euro (almeno all'inizio). La cifra erogata costituisce un prestito personale, ovvero non vincolato alla realizzazione di un’iniziativa, ma piuttosto alla persona che ha fatto richiesta.
CV: Per quanto riguarda il processo, il richiedente va sul sito e specifica l'ammontare richiesto e la durata del prestito (da 12 a 60 mesi). Sulla base di un controllo online sulla sua situazione creditizia Zopa gli assegna una classe di merito (A+, A, B, C) e gli indica il tasso di interesse corrente, determinato sulla base degli ultimi contratti di prestito conclusi aventi caratteristiche simili. Se la richiesta trova dei finanziatori sul mercato, vengono fatti ulteriori controlli ad personam dal nostro team di risk management e, nel caso anche questi diano esito positivo, il prestito viene concesso. Il richiedente ripaga la somma ottenuta mensilmente, con rate comprensive degli interessi pattuiti. La procedura per il prestatore è ancora più semplice: egli ha la possibilità di visualizzare l’andamento dei mercati Zopa e decidere in quale classe, per quale durata e a che tasso prestare una somma di denaro. L’offerta di prestito diventa effettiva rendendo disponibile, tramite bonifico bancario, la somma stabilita sul proprio conto prestatore Zopa. Per ridurre al massimo il rischio per il prestatore, la somma viene mediamente frazionata su 50 diversi richiedenti. Esiste inoltre una formula semplificata, il prestito veloce, in cui il prestatore dice solamente l'ammontare, la durata e il tasso che desidera e il sistema pensa a posizionare la sua offerta sui vari mercati Zopa. Questa sarà probabilmente la formula usata dalla maggior parte degli utenti, mentre l’utilizzo delle possibilità più avanzate sarà tipico di chi ha vocazioni da e-trader.
Qual è il vostro background e perchè avete deciso lanciarvi in quest'avventura?
MF: Io sono del '75 e faccio parte di quella categoria di trentenni fulminati dalla nuova frontiera del web. Sono passato dall'università a fondare la mia prima start-up nel '99. Si chiamava Payland e si occupava di marketing 1to1 fino al 2002. Ho partecipato a molti progetti sempre sul web tra Milano e le Marche, prima da consulente e poi da Community & Marketplace Manager. Da Marzo sono in Zopa. Mi piace dire che da grande farò lo Startupper!
CV: Io sono di una generazione precedente. Ho trascorso più di 20 anni in Olivetti occupandomi di marketing e comunicazione. Quando la storia di Olivetti si è virtualmente conclusa, nel 2003 ho partecipato allo start up di una web agency, specializzata tra l'altro negli studi di usabilità con sistemi di eye tracking. L'opportunità di Zopa è stata una grande attrazione. L'idea alla base è veramente disruptive. In Zopa sono marketing manager, anch'io da marzo. Zopa è un tipo di azienda in cui bisogna coniugare spirito 2.0 con competenze e esperienze di lungo corso in ambito finanziario. Il nostro Ceo, Maurizio Pietro Sella, ha 20 anni di esperienza bancaria maturata in Citibank e Julius Baer (private bank svizzera), come hanno lunga esperienza finanziaria altri componenti del team, ad esempio il risk manager. Dall'altra parte il webmasters è un'irlandese trapiantata a Milano e anche altri componenti del team sono molto giovani. Insomma la squadra di Zopa mette insieme serietà, affidabilità, competenze e grande passione per le nuove tecnologie.
Che differenza c'è tra Zopa e una banca da un punto di vista del modello di business, delle condizioni economiche ma anche dell'esperienza che rendete possibile per i vostri utenti?
CV: Internet permette di ribaltare il rigido sistema gerarchico del mondo della finanza - io, banca, decido le regole e tu, individuo, puoi solo accettarle - per un sistema orizzontale in cui gli utenti interagiscono e trovano un accordo direttamente tra di loro. Le banche poi, duole dirlo, sono principalmente interessate a far profitto sulle insolvenze dei crediti. In Zopa la comunità ha tutto l'interesse che non ci siano insolvenze, siamo in un ambito di reciprocità. Noi costituiamo un marketplace, guadagnamo sulle transazioni, semplicemente per il servizio che offriamo e non sugli interessi passivi. Per questa ragione, al contrario di quanto avviene con le banche, Zopa consente di rientrare dal debito in qualsiasi momento, senza pagare alcuna penalità.
MF: Zopa ha una potenzialità enorme anche dal punto di vista della trasformazione di un'esperienza. Prendere i soldi in prestito o investirli è sempre stata un'azione grigia, incolore e piuttosto noiosa. Con Zopa tutto ciò viene trasformato in maniera radicale. Sapere che i propri soldi hanno permesso a 50-100 katy73 di finanziarsi la propria cucina (facendo a meno delle banche) è emozionante, direi quasi appagante.
Per semplificare, potremmo dire che Zopa sia un pò l'unione di servizi quali Match.com paypal ed eBay, ovvero un sistema per incontrarsi online, mettere a disposizione somme di denaro ed ottenere dei ritorni nel modo più conveniente possibile?
MF: In un certo senso si. Il modello è CtoC ed assomiglia ad eBay. La vera differenza è nel sistema di feedback: in eBay il feedback viene scambiato tra utenti e questo ti permette di capire se un venditore è affidabile o no. In Zopa, in cui si scambia il "denaro", è Zopa stessa che deve assegnare una classe di affidabilità al Richiedente (A+, A,B, C) o non accettarlo. Trattandosi di denaro (quindi di storia creditizia delle persone) e non di oggetti, è l'unico modo affidabile. Altre differenze sono individuabili anche sul numero di relazioni per "transazione". In Zopa per una singola transazione (prestito) si creano mediamente 50 relazioni. Ciò ha un forte impatto sul tasso d'insolvenza che nel Regno Unito per le banche è in media del 3,5%, per Zopa, dopo 2 anni di attività, solamente dello 0,05%. Frazionare la somma prestata e impiegare tutti gli accertamenti svolti dal team di risk management, ci permette di tenere bassissimo il tasso d'insolvenza e aumentare la fiducia in Zopa. La presenza di una Community rende ancora più evidente chi non ha restituito il denaro ricevuto, incentivando un comportamento corretto.
Qual è il numero di utenti che hanno già adottato Zopa nel Regno Unito e quale credete siano le motivazioni più profonde per cui gli utenti si lasciano coinvolgere?
MF: Nel Regno Unito hanno superato i 150.000 utenti.
CV: Le componenti più importanti che spingono i consumatori a partecipare possono essere così riassunte: la voglia di affrancarsi dal sistema delle banche; il desiderio di controllare in autonomia il proprio denaro; per chi presta c'è anche una componente di divertimento, si gioca ai piccoli "banchieri"; a livello emozionale c'è la sensazione di prestare il denaro o pagare interessi a una persona al tuo pari, fatta come te. La motivazione primaria rimane comunque la convenienza economica.
Raggiunta una sufficiente massa critica e stabilità, sarà possibile mettere a disposizione somme più ingenti o fare prestiti con un tasso di rischio piuttosto elevato, per esempio per finanziare una start-up?
CV: Probabilmente potranno alzarsi le soglie per i prestiti personali. Non è però al momento pensabile un futuro come finanziamento alle imprese – start-up comprese - è più pensabile un’evoluzione sempre nel C2C, ad esempio in campo assicurativo.
Attualmente il mercato del social lending è stimato intorno ai 20 milioni di dollari, un granello rispetto al tradizionale business delle banche.
Qualora questa idea continui a acquisire consensi e interesse, vi aspettate una reazione da parte del mondo della finanza? Di che tipo?
CV: Sicuramente le banche stanno tenendo d'occhio questo nuovo modello di business. Il social lending rimarrà probabilmente una nicchia, di crescente importanza, ma di dimensioni non sufficienti a impensierire le istituzioni finanziarie. Al contrario è il ruolo delle banche a essere messo esplicitamente in discussione. Esistono comunque anche banchieri illuminati. Nel Regno Unito, Zopa è stata addirittura premiata dai banchieri come idea innovativa.
Potrebbe essere una spinta in più per stimolare maggiore concorrenza e tassi più bassi sul mercato.
Proprio per quanto riguarda il mercato, quali sono le differenze che prevedete tra l'esperienza inglese e quella italiana, al nastro di partenza dopo l’estate?
CV: Il tema centrale è proprio quello dei tassi. Nel Regno Unito sono mediamente più bassi, mentre l'Italia è uno dei paesi con i tassi più alti in Europa (da un nostro studio preliminare risultava che ci seguiva solo la Turchia). In effetti questa è la ragione per cui il primo paese europeo in cui arriva Zopa è l'Italia. Per non parlare poi delle recenti inchieste sugli strozzini emerse tramite il quotidiano La Repubblica.
Strumenti come Zopa introducono però un rischio importante nella gestione dei propri risparmi e richiedonono una certa fiducia verso il prossimo che in Italia sembra piuttosto rara.
Come pensate di affrontare eventuali diffidenze iniziali e stimolare l’adozione del vostro servizio?
CV:Il problema della fiducia è un punto chiave. Per questo faremo in modo che il sistema sia prima di tutto trasparente ed efficiente. Prevediamo che all'inizio le persone vorranno testare il servizio e quindi sarà data la possibilità di investire piccole somme (a partire da 20 euro). Vedendo che il sistema funziona e l’arrivo puntuale delle rate di ripagamento, gli utenti verranno rassicurati e invogliati ad investire di più. Ancora prima di partire stiamo già registrando aree di consenso diverse tra loro: i webbisti spinti (piccolo indicatore: circa l’80% degli iscritti alla nostra newsletter utilizzano un account Gmail), aree di consumo critico, Beppe Grillo che parla di noi, gli appassionati di finanza personale e così via.
MF: È importante sottolineare come Zopa rappresenterà l'unica possibiltà (legale) di prestito da intermediari non bancari in Italia.
Infine, guardando un po’ al futuro, quando sarà disponibile la piattaforma in Italia, quali sono i risultati che vi proponete di raggiungere per il primo anno di attività e quale l'effetto a lungo termine prodotto da servizi come Zopa sul mondo finanziario?
CV: Prevediamo la fase a invito a metà Settembre (è già possibile registrarsi alla newsletter) e di aprire a tutti a inizio novembre. Nel primo anno di attività vogliamo far crescere la comunità a decine di migliaia di utenti, con un’attenzione particolare allo sviluppo di un rapporto di fiducia tra i partecipanti. Nel lungo termine un servizio come Zopa renderà sempre più autonomi e in controllo i consumatori, divenendo una componente significativa di un processo che va a toccare un aspetto mai toccato prima, lo scambio finanziario. Non siamo direttamente interessati agli effetti sulle banche, anche se crediamo che saremo un utile stimolo. La vera rivoluzione è creare un rapporto fra tra le persone, dal basso e senza nessuna costrizione, anche su un argomento così delicato, importante e privato come il proprio denaro.
Se avete bisogno di un prestito, oppure desiderate valutate forme di investimento alternative, oppure entrambe le cose, o più semplicemente, siete curiosi di conoscere e comprendere come le dinamiche social (2.0) delle rete possano dare vita a nuove forme nuovi modelli di business, allora sarete interessati al social lending e non potete fare a meno di recarvi su Zopa.it, la Branch italiana di Zopa UK, già presente anche negli Stati Uniti.
Oltre ad aver letto sulla novità del modello di business, comunitario e partecipativo, sul libro, we are smarter than me, ed aver assistito ad una conferenza di Mauro Forconi, Responsabile Web, durante il recente Convegno web2oltre.it complice del mio interessamento è stata una mia amica che doveva sostenere un colloquio di selezione per entrare in una società (non dico quale) di social lending
Su Zopa potete decidere di prestare dei soldi , con un rendimento che può arrivare al 7% annuo (dipende naturalmente dal livello di rischio che siete disposti ad accettare e dalle altre condizioni, come la durata).
Il prestito sembra essere sicuro, si legge sul sito, il tuo prestito viene infatti frazionato ai richiedenti per minimizzare il rischio. Oppure si può decidere di chiedere dei soldi in prestito, con tassi di interesse assolutamente migliori rispetto a quelli praticati dalle bacnhe tradizionali. Insomma, non solo un nuovo modello di business ma anche una piccola-grande rivoluzione nel settore dei prestiti, sopratutto dei micro-prestiti.
Per una piattaforma ed un modelo social non si poteva che ricorrere al social advertising: ecco quindi il concorso creativo lanciato da Zopa, multiformato (testi, immagini, flash e video) per la propria campagna di comunicazione, dove i membri della Community possono proporre le loro creatività e votare quelle proposte.
“La Piattaforma Zopa è un mercato online che consente a Prestatori e Richiedenti di mettersi in contatto tra di loro..” questo si legge sul sito di Zopa.it.
Per par condicio, devo citare anche Boober, il concorrente diretto di Zopa in Italia, che mi risulta stia facendo selezioni per allargare il proprio organico.
Per saperne di più, ecco un post di Blogosfere che nel frattempo ho scovato.
Sto andando a registrarmi online, Non sono un esperto del settore per esprimere un giudizio “tecnico” ma sono curioso di verificare e toccare con mano qeusta nuova opportunità che accolgo con grande favore e simpatia.
Ci guadagna chi presta, che ha un tasso più elevato rispetto agli investimenti in titoli di stato, ci guadagna chi riceve il prestito che lo paga meno se lo chiedesse in banca o peggio ancora da una finanziaria, ci guadagna l'intermediario che ha costi ridotti all'osso e si può accontentare di una piccola commissione. I rischi per chi presta sono ridotti: le insolvenza dichiarate da Zopa nel Regno Unito sono intorno allo 0,2%.
Chi ci rimette è il sistema bancario e finanziario tradizionale, che vede sorgere concorrenza dove non c'era e vede i propri margini ridotti. Vista la percezione del sistema bancario in Italia, credo proprio che Zopa e Boober avranno presto un immediato successo.
Resta ancora da vedere se Zopa avrà successo o meno. Certo, i rischi di insolvenza esistono...
Zopa è quella forma di prestito tra persone che garantisce ai richiedenti ottimi tassi e nessun intermediario mentre per chi presta buoni rendimenti. Ma vi è un problema che penso sia da attribuirsi al fatto che Zopa non è ancora molto conosciuto nel nostro paese e che quindi chi presta denaro deve aspettare un pò di tempo per poter vedere i suoi soldi prestati e iniziare a guadagnare.
I metodi di controllo di Zopa sono molto rigorosi, stando a quello che dicono. Ciò è garanzia per chi presta danaro che esso possa ritornare maggiorato degli interessi....inoltre se questo forma di social lendig prenderà piede in Italia servirà sfruttare l'opzione che mette a disposizione ovvero il riprestito automatico che permette di riprestare il tuo denaro in continuazione in modo da rendere i tuoi guadagni "cospicui ". Zopa divide i richiedenti in 4 classi (A+, A, B, C) a seconda della loro affidabilità creditizia e spetta a chi offre decidere a quale categoria di richiedenti affidare il proprio danaro. Insomma sembra essere un buon affare soprattutto per chi richiede
Lista dei termini specialistici contenuti nella recensione
Community Una comunità virtuale ovvero un luogo di incontro online dove persone si incontrato con contenuti e dibattono sui piu' svariati argomenti, seri o meno seri. Un esempio di community sono i Blog, le newsgroup, il nostro stesso sito, le web chat, le mailing list.
Social lending Social Lending significa proprio questo: privati che prestano ad altri privati su Internet per prestiti personali. Il Social Lending, in un certo senso, esiste da sempre. Basta pensare ai prestiti tra conoscenti, parenti amici, comunità.
Tuttavia, di recente il Social Lending è apparso anche sul web portando aria di rinnovamento nel mondo dei prestiti personali grazie alle sue caratteristiche peculiari.
Il Social Lending infatti si contraddistingue per due importanti elementi: libertà e disintermediazione.
Webmasters Chi gestisce un sito, un webmaster è una persona che opera in un sito web curandone l'aspetto, i contenuti ovvero tutto ciò che viene visto dal web.
Paypal PayPal permette a qualsiasi azienda o consumatore che disponga di un indirizzo email di inviare e ricevere pagamenti in maniera sicura, conveniente ed economica. La nostra rete sfrutta l'infrastruttura finanziaria esistente dei conti bancari e delle carte di credito per creare un sistema di pagamento su base globale e in tempo reale.
Intermediazione L'intermediario finanziario è un operatore specializzato nell'incontro fra domanda e offerta di strumenti finanziari che opera sui mercati finanziari.
Il mercato finanziario, a sua volta, è l’insieme degli scambi finanziari che si realizzano mediante la negoziazione degli strumenti finanziari.
E’ da notare che nel mercato finanziario la maggior parte degli scambi avviene proprio grazie al lavoro degli intermediari finanziari.
In realtà, gli scambi finanziari, all’interno del mercato, possono avvenire mediante tre tipologie organizzative:
- Scambio diretto ed autonomo: i datori ed i prenditori di risorse finanziarie scambiano tra di loro, direttamente, senza fare ricorso ad alcun intermediario;
- Scambio diretto ed assistito: gli attori della domanda e dell’offerta sono controparti dirette, ma non negoziano autonomamente perché sono assistiti da un intermediario. In questo contesto, l’intermediario svolge fondamentalmente un ruolodi ricerca e selezione della controparte;
- Scambio indiretto o intermediato: gli attori della domanda e dell’offrta non scambiano direttamente, ma mediante l’intervento di uno o più intermediari che assumono il ruolo di “scambista intermedio”.
E’ da notare che la categoria dello scambio diretto ed assistito si caratterizza per una notevole variabilità del grado di intensità dell’intervento dell’intermediario finanziario. Questo, infatti, dipende dall’ampiezza della delega o del mandato che l’intermediario riceve dal cliente.
L’attività di scambio indiretta è anche chiamata intermediazione creditizia per la veste di debitore/creditore che l’intermediario ha nei confronti delle controparti. Infatti, l’intermediario finanziario assume il ruolo di debitore nei confronti del datore di risorse finanziarie ed il ruolo di creditore verso il prenditore finale di risorse
Rating in termini di social lending o peer to peer il rating è un coefficiente di affidabilità che viene associato ad un richiedente un prestito. Questo rating esprime quindi in sintesi l'affidabilità del contraente in debito, espresso spesso attraverso un coefficiente numerico
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